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Si sale sulla Pietra Perduca per un evento speciale (già sold out!) che illuminerà una delle zone più amate della Val Trebbia con un mix di arte e trekking

Domenica 9 agosto un trekking al tramonto condurrà gli escursionisti nel suggestivo teatro all’aperto di Organico Perduca, tra i cortometraggi di Concorto Film Festival e le stelle cadenti accompagnate dai testi di Piasecki.

L’evento si terrà alle ore 18:00, con punto di ritrovo presso la Località Pastori di Travo. Il percorso prevede una camminata di 8 km con una durata complessiva di oltre quattro ore, con un dislivello di soli 300 metri, per dare a tutti la possibilità di partecipare. La quota di iscrizione è di 15€ ed è prevista la presenza di cibo e bevande in loco all’arrivo.

Dopo più di un anno si torna ad intrecciare l’andare per monti con l’energia creativa delle Pietre, Perduca e Parcellara, e con chi ha saputo trasformare quell’energia in un teatro all’aperto. L’iniziativa nasce da chi questo territorio lo conosce molto bene, lo ha attraversato fin da bambino e ne ha fatto un laboratorio in cui ogni dettaglio è stato inciso con la sapienza e la dedizione delle mani artigiane e contadine, permettendo all’appartenenza alla terra di trovare nell’arte una forma unica di narrazione.

Visto che si torna sempre dove si è stati bene, la nuova stagione di Organico Perduca propone un invito a teatro decisamente originale: con gli scarponi ai piedi.

L’escursione al tramonto seguirà una vecchia mulattiera che condurrà fino all’ingresso di uno dei luoghi più suggestivi del nostro Appennino, regalandoci scorci panoramici mozzafiato sulle due Pietre. Una volta giunti in platea, la Perduca farà da scenario naturale alla proiezione di un “Cinematografo stellare”, curato con una selezione di opere dal Concorto Film Festival profondamente ispirate alla natura circostante.

Al termine della proiezione si riprenderà la strada del ritorno con il naso all’insù a caccia di Perseidi: una camminata notturna alla vigilia di San Lorenzo, ritmata dalle letture del romanzo “L’amante dell’Orsa Maggiore” di Sergiusz Piasecki.

Pietra Perduca sotto le stelle tra arte, trekking e teatro
Un momento di festa alla Perduca

Una Pietra Perduca da sogno: le parole di Lucia Longinotti

A raccontarci ancora più nel dettaglio come è nata l’idea, la scelta del romanzo che verrà letto, che tipo di camminatori troveremo sul percorso, l’atmosfera che si aspetta in quella serata magica e altro ancora, è stata la guida Lucia Longinotti.

Trekking, teatro, proiezioni cinematografiche e lettura di romanzi come L’amante dell’Orsa Maggiore. Come dialogano tra loro queste diverse arti all’interno dell’esperienza che proponete?

L’elemento che unisce tutti questi aspetti è la natura. La scelta di risalire a piedi a teatro è legata alla volontà di amplificare la consapevolezza del luogo in cui ci si sta per immergere, attivando tutti i sensi affinché l’esperienza di visione sia determinata anche da ciò che sta intorno allo schermo: le foglie mosse dal vento, il frinire dei grilli, il canto dell’allocco, il profumo che risale dai campi al crepuscolo… e che gli elementi del paesaggio concorrano a dare un’esperienza di visione che accenda tutti i sensi. Camminare è un ottimo modo per prendersi il giusto tempo per vivere un’esperienza e farlo di notte è il modo migliore per capire come entrare nel bosco minimizzando il proprio impatto, con rispetto e cura, ricordandosi che intorno a noi, nascosti nel buio, si celano animali che proprio in queste fasi della giornata si attivano alla ricerca di cibo. 

Perché proprio “L’amante dell’Orsa Maggiore” di Sergiusz Piasecki per accompagnare il cammino sotto le stelle?

Intanto perché è un romanzo fuori catalogo e, come insegnano le amiche di “Cantarana Podcast”, è importante restituire dignità a testi che sono usciti dal commercio attraverso la riscoperta e la lettura. Questo romanzo, che sconfina tra la grande letteratura d’avventura e l’autobiografia, è scritto da un uomo che vive in prima persona l’esperienza del contrabbando sul confine tra Polonia e Urss e che, incarcerato nel 1930, si dedica negli anni di prigionia alla stesura di quest’opera. Scrive con urgenza dei più essenziali sentimenti umani, della rabbia, della violenza, dell’amore ma ogni qual volta si sofferma sulla natura, su ciò che è in grado di evocare nel cuore di un povero diavolo, ecco che la scrittura si fa evocativa, quasi lirica e mediata da uno sguardo affascinato come quello di un bambino.

L’Orsa Maggiore è la madre che veglia su questo popolo della notte e che rappresenta la compagna più fidata in questa avventura ai limiti della sopravvivenza. Quando un paio di settimane fa sono salita a Termine Grosso per provare il sentiero che ci condurrà a teatro lei era lì, con le sue sette stelle a marcare in cielo una direzione da tenere per non perdersi. Nelle prime pagine del romanzo, l’uomo che accompagna il protagonista nella sua prima spedizione gli insegna a riconoscere quella costellazione, perché sappia sempre la direzione per tornare a casa. Ed è a quelle stelle che egli si affida più volte nel pericolo e nella paura. 

Chi partecipa a queste iniziative, di norma, sono camminatori appassionati d’arte oppure amanti della cultura che decidono di mettersi alla prova con il trekking?

Sicuramente tra i camminatori che ormai accompagno da un paio d’anni ci sono appassionati d’arte e di letteratura, anche perché ad ogni escursione tiro immancabilmente fuori un libro dallo zaino dando vita a quello che è stato definito il momento “Papà Castoro”. Però, tra gli iscritti ci sono anche nomi nuovi di persone che probabilmente sarebbero comunque salite a teatro, ma che hanno deciso di accettare questo invito al cammino. Ho optato per un itinerario breve e senza particolare dislivello proprio perché potesse essere adatto a tutti e fosse facile da percorrere anche nel ritorno. 

Pietra Perduca sotto le stelle tra arte, trekking e teatro
In cerca di tritoni sulla Pietra Parcellara e sulla Pietra Perduca

Che tipo di coinvolgimento o stato d’animo volete stimolare nei partecipanti proponendo un teatro raggiungibile a piedi?

Intanto mi piacerebbe che si capisse quanta fatica, sacrificio e impegno stanno dietro ad un progetto come quello di Organico Perduca, quanto amore e quanta generosità si cela nella scelta di dare vita ad un luogo come questo. Offrire uno spazio culturale nelle terre alte è un atto di cura che si oppone in maniera ostinata e contraria all’abbandono dei territori, allo spopolamento, alla fine del dialogo tra noi e la natura. Attraversare queste terre e sentire il fermento di chi cerca in tutti i modi di invertire la rotta penso sia uno degli elementi che può far rinascere un senso di comunità e partecipazione.

La fatica del cammino credo sia sempre un ottimo modo per ricordarsi che la montagna è un luogo complesso, pieno di contraddizioni e dove ogni gesto porta conseguenze che esigono responsabilità. Un modo per ricordarsi che non ne siamo padroni ma custodi e che possiamo dialogare davvero con la natura solo muovendoci con rispetto. Vorrei che fosse un cammino dove il dialogo tra noi e gli elementi fosse intriso di suggestioni e poesia, ma anche di curiosità e consapevolezza. Lo stupore lo assicurerà il paesaggio: un tramonto a ricamare di luci e ombre le Pietre ed il Torrione di Bobbiano, la stellata sopra di noi al ritorno, ma in questo andare per monti incontreremo anche chi di questo paesaggio si prende cura quotidianamente allevando e coltivando.

Ci sarà poi il rientro al buio alla vigilia di San Lorenzo alla ricerca delle Perseidi, accompagnato dalla lettura: quanto la componente evocativa e astronomica incide sull’atmosfera della serata?

Personalmente amo camminare di notte perché trovo che sia qualcosa che riesce ad accendere sensazioni ataviche: stendersi su un prato a guardare le stelle cadenti è un rituale che mi ricorda le nottate da bambini a tirare tardi pur di esprimere tutti i desideri nel cassetto, quel senso di libertà profonda nell’affrontare il buio da soli e quel senso di avventura che ancora oggi mi accompagna quando parto con la frontale. Non è una cosa che siamo abituati a fare, per cui spero innanzi tutto che sia l’occasione per sperimentare e lanciarsi in un’avventura.

Vorrei che i camminatori tornassero un po’ bambini, che si lasciassero stupire e stregare da tutti gli spiritelli del bosco e che possano immedesimarsi nei passi del protagonista del romanzo, calandosi in una realtà che ha molto in comune con quello che accadeva nei nostri territori prima dell’Unità d’Italia, quando anche sulle nostre montagne esisteva un popolo della notte fatto di briganti e contrabbandieri. Mi piacerebbe che gli aspetti botanici, naturalistici, architettonici e geologici preparassero alla visione della selezione di Concorto, e che il ritorno fosse invece il momento in cui prendersi un po’ di tempo per giocare con le parole, le immagini e le ombre intorno.

Pietra Perduca sotto le stelle tra arte, trekking e teatro
L’invito a teatro sulla Pietra Perduca

Questo evento è una tappa isolata o fa parte di una visione a lungo termine per portare sempre più “teatro e cultura con gli scarponi ai piedi” nei luoghi della natura?

Mi piacerebbe diventasse una tradizione, un appuntamento ricorrente che, con cadenza annuale, mi riporti a Termine Grosso e alle meravigliose persone che abitano qui. Per me, che mi muovo prevalentemente in Val Nure, camminare in questi luoghi significa lasciarsi guidare da chi li conosce come le proprie tasche e vorrei che, ad ogni occasione che sapremo costruire insieme, Alessandro, Rocco, Chiara, Sofia mi continuassero ad indicare nuovi angoli da esplorare e che si possano immaginare sempre nuovi percorsi che intreccino il cammino con l’arte.

In questi mesi non solo abbiamo organizzato insieme due escursioni, ma ci hanno anche accolto durante la manutenzione aperta al pubblico del Sentiero di Giustizia e Libertà (SL17) del Museo della Resistenza Piacentina, ed è proprio questo che credo fondamentale per i nostri territori: fare rete, conoscersi, progettare, costruire percorsi che possano portarci a valorizzare le nostre vallate e a proteggerle. Perché questo non è solo un “Invito a teatro”, ma un invito a scoprire il nostro territorio e a non volersene più andare.

Conosciamo meglio “Organico Perduca”, tra Val Trebbia e Val d’Orba

Il progetto Organico Perduca in Val D’Orba nascecon il patrocinio del Comune di Travo, ha avviato un progetto per il ripristino e la valorizzazione dell’area della Val D’Orba attraverso attività culturali che coinvolgono le aziende agricole della valle. L’iniziativa ha preso il via con la creazione di un teatro all’aperto, ricavato da un campo abbandonato con affaccio panoramico sulle colline, con l’obiettivo di offrire una scena aperta sul paesaggio, un luogo di aggregazione permanente e una testimonianza della tenacia della comunità travese. Il teatro entrerà a far parte di un più ampio percorso arte-natura tra Ca’ del Monte e Termine Grosso, ripristinando l’antica strada della Val D’Orba e ospitando opere di artisti italiani e internazionali. L’associazione intende così coltivare il paesaggio coniugando agricoltura, arte e scienza.

Continuate a seguire i nostri articoli sul nostro “Cosa succede”.

Pietra Perduca sotto le stelle tra arte, trekking e teatro
Lo spettacolo alla Pietra Perduca

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