Il racconto fotografico verso il Kilimangiaro di Ilaria Morganti in una lunga serie di fotografie
Scalare una montagna è una sfida prima di tutto mentale, piuttosto che fisica. Soprattutto se si parla del Kilimangiaro: così Ilaria Morganti, responsabile dei Lavori Pubblici del Comune di Gragnano, ha raccontato l’impresa che l’ha vista protagonista insieme a un gruppo di nove amici. Le foto e il video realizzati in quell’occasione sono stati presentati nel centro culturale di Gragnano, in occasione di “Notte d’Estate”. Accanto alle foto e al video di Ilaria, che raccontano “Dalle nebbie alla vetta – il respiro del Kilimangiaro”, sono state esposte le immagini realizzate dal padre, Giuseppe Morganti, apprezzato fotografo, dedicate a scorci inediti dei panorami vicini a casa.”Da lui ho preso la passione per la montagna e la fotografia” racconta Ilaria.
L’idea di partire insieme a un gruppo di amici con destinazione Kilimangiaro era un desiderio coltivato da tempo, frenato però dall’arrivo del Covid-19. “Partire non era sicuro e abbiamo dovuto aspettare, impiegando il tempo a disposizione per curare allenamento e alimentazione, in modo da prepararci al meglio” spiega. Nel frattempo, il gruppo si è cimentato in scalate sulle vicine Alpi, specialmente le più ardue, come la Capanna Margherita sul Monte Rosa o il Rifugio Brioschi, oltre a una lunga serie di allenamenti in palestra.
La partenza, dopo tanta attesa, viene fissata per il 5 agosto 2023. Il giorno successivo all’arrivo, il gruppo viene trasportato al campo base del Kilimangiaro, a circa 1.800 metri di altitudine. Da quel momento è partita la vera scalata verso la cima: come recita il titolo dell’esposizione fotografica, un viaggio tra le nebbia verso la vetta per sentire il respiro del Kilimangiaro. L’ascesa è stata intensa: sono serviti quattro giorni per guadagnare la vetta del monte, situata a 5.895 metri. La discesa è durata invece 36 ore, per un’esperienza complessiva di sei giorni.
“È stata un’esperienza molto bella e sfidante – racconta Ilaria – sono andata oltre i limiti fisici e mentali. A livello psicologico è fondamentale restare concentrati e non farsi sopraffare dal pensiero della fatica”. Nel commentare l’impresa, infatti, i ricordi più vividi sono proprio quelli legati alle difficoltà psicologiche.”Se a livello fisico è fondamentale arrivare preparati, ad esempio curando molto l’idratazione nei giorni precedenti per contrastare il mal di montagna, il lato da curare maggiormente è quello psicologico. È necessario rimanere concentrati in qualsiasi momento e scacciare i pensieri negativi, perché rischiano solo di bloccarti”.
Un ruolo determinante lo ha avuto la condivisione dell’impresa. “Eravamo in nove, tutti piacentini, accomunati dalla stessa passione. Essere in gruppo è stato il fattore decisivo per raggiungere il nostro obiettivo. Questa è stata la parte più bella della scalata: siamo riusciti a creare un legame ancora più forte. Condividere un’esperienza di tale importanza con amici che si conoscono da una vita ci ha unito ancora di più, oltre a essere stato di grande aiuto nei momenti più ostici. Quando qualcuno faticava a respirare, andava in ipossia o rischiava di addormentarsi durante il cammino, il gruppo era lì pronto ad aiutare, sia fisicamente che mentalmente. In gruppo ci si aiuta a vicenda” conclude Ilaria.
L’articolo è ripreso da Piacenzasera.it. Continuate a seguire i nostri articoli sul nostro “Cosa succede”.
Qui di seguito la carrellata di immagini dal Kilimangiaro negli scatti di Ilaria Morganti







