Da poco partiti i nuovi trekking della guida Aigae che già da tempo conosciamo come grande camminatore e padrone di casa al Rifugio Prato Grande
Nuova serie di escursioni dal titolo “Le valli nascoste” per quello che ormai possiamo considerare come un amico delle nostre Camminate Piacentine e di Officine Gutenberg: Giacomo Bandini. Stavolta la guida Aigae ci porta a conoscere alcune delle zone meno celebri del nostro territorio, attraversando gran parte della nostra provincia.

Nel cuore nascosto del nostro appennino
Già protagonisti di tanti, seguitissimi, trekking, per questa primavera Giacomo Bandini ha scelto di fare un mix tra storia, racconti, luoghi nascosti e tanto altro, in questo percorso che ha preso il nome di “Le valli nascoste”. E chi se non direttamente lui, Giacomo Bandini, poteva raccontarci al meglio questa nuova avventura?
Nuova serie di trekking, nuovi posti da camminare: cosa ci fai scoprire in questa primavera?
Scegliere il tema per una nuova serie, in effetti, è forse la cosa più difficile. Quello che cerco sempre di fare è trovarne uno che, oltre a suscitare interesse, sia adatto a raccogliere una serie di trekking diversi dai soliti e “cuciti a mano”. Il fil rouge che ho scelto stavolta è “le valli nascoste”, meglio conosciute come “valli minori” o “sottovalli”, anche se sono convinto che in realtà abbiano poco da invidiare alle 4 principali.
Come è partito il primo appuntamento?
Il primo trekking è andato molto bene. Siamo stati in val Riglio, più precisamente a Montechino, un paesino soprannominato “il piccolo Texas del piacentino”. La sua storia è incredibile: tra l’inizio dell’800 e la prima metà del ‘900 è diventato un centro cruciale per l’estrazione petrolifera con ben 350 pozzi. Una storia che termina verso la fine della Seconda guerra mondiale con due bombardamenti degli alleati.
Leggiamo nomi di vallate che… nemmeno noi conosciamo! Ci sembra una ricerca studiata per portarci in angoli quasi inesplorati, è così?
Dici bene: lo scopo è proprio quello. Nel mio piccolo cerco sempre di far conoscere e valorizzare posti meno conosciuti e, se vogliamo, sottovalutati. Montechino è un esempio perfetto. Mi piacerebbe che i miei trekking possano essere un’ispirazione non solo per chi partecipa con me, ma anche per chi vorrà visitarli in autonomia. Con me, o senza di me, sarei comunque contento ecco.

Non solo passi tra boschi, salite e discese, ma anche nella storia. Come hai unito paesaggio e avvenimenti storici?
A differenza degli altri blocchi, in effetti, questo è pieno storia. Il criterio principale che rimaneggerò sempre è quello di creare un anello inedito e fruibile, con almeno tre punti di interesse. Poi la costruzione viene un po’ da sé. Considera anche che, non essendo fortissimo in storia, ho dovuto studiare (e sto studiando) più del solito per preparare la didattica di ogni trekking. Questo “lavoro non lavoro” è stimolante perché, ogni volta, mi dà l’occasione di approcciarmi a nuove tematiche, costringendomi ad ampliare il mio bagaglio. E, quindi, a dare sempre di più (spero).
Sappiamo che il tuo cuore è in Val Nure. Non possiamo non chiederti: raccontaci le settimane calde passate sul tema delle pale eoliche.
Un progetto calato dall’alto senza nessun confronto con il territorio, senza senso e, soprattutto, senza vento. È successo tutto così velocemente che a ripensarci sembra quasi un sogno lucido in cui siamo stati un po’ dei Don Chisciotte moderni che al posto dei mulini a vento hanno combattuto le pale eoliche. Se però consideriamo i risultati ottenuti in relazione alla popolazione (12.000 firme e oltre 1000 osservazioni), possiamo parlare di un vero e proprio miracolo.
Un record nazionale che ha svelato che, se tutte le forze in campo si uniscono, la Val Nure ha un potenziale incredibile… Speriamo solo che basti a fermare il progetto, ma la partita è ancora aperta. Credo però che più di così ed in così poco tempo, non potessimo davvero fare.
In ultimo: cosa sappiamo già dei prossimi mesi al Rifugio Prato Grande?
Stiamo iniziando ad organizzarci e siamo carichi… In primis inizieremo a reclutare in staff qualche nuovo elemento che quest’estate abbia voglia di provare l’esperienza rifugistica. A brevissimo poi, inizieremo anche a costruire il calendario eventi estivo. Dopo Pasqua saliremo quasi ogni weekend per dare seguito ed ultimare la ristrutturazione iniziata un anno fa. L’apertura ufficiale comunque è prevista per il 20 Giugno, mentre l’inaugurazione il 5 Luglio. I giorni di apertura rimarranno quelli dell’anno scorso: aperto solo nei weekend a giugno, luglio e settembre. Ad agosto, invece, saremo sempre aperti, a parte Lunedì pomeriggio e Martedì tutto il giorno.
Se volete partecipare ai trekking di Giacomo Bandini, qui il numero del Rifugio Prato Grande 331 2674243. Potete contattarlo su Instagram sul suo profilo @ilfugiacomobandeeni oppure seguendo questo link, andare direttamente al forme per l’iscrizione https://bit.ly/4s6H5Us.

