CAFFE’ MELVILLE

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Dalla primavera del 2013 la nostra cooperativa sociale gestisce il nuovo Caffè Letterario Melville di San Nicolò a Trebbia, a pochi chilometri da Piacenza.
Presentazioni di libri, reading di poesia e narrativa, unplugged, concerti dal vivo, dj set, improvvisazione teatrale, proiezioni e incontri con autori, eventi culturali e di aggregazione.
Uno spazio a disposizione delle associazioni, dei circoli, dei gruppi giovanili e di adulti; un nuovo spazio per San Nicolò, la Val Tidone e in generale il territorio piacentino.
Tutto questo viene offerto insieme ai prodotti di eccellenza dell’enogastronomia locale (in pausa pranzo; cene a tema o su prenotazione): dai formaggi e salumi della nostra provincia ai prodotti di pasticceria tradizionale, dal vino delle valli piacentine alle birre di produzione artigianale, dal caffè della torrefazione Musetti al cioccolato di Bardini.Con una particolare attenzione per il sociale grazie ai prodotti equosolidali della Pecora Nera, quelli di LiberaTerra e dei GAS.

Per tutte le informazioni e il programma del Melville:

web: www.caffemelville.it
facebook: Melville Caffè Letterario
twitter: MelvilleCaffe

Il nome Melville – da un’intuizione di Gabriele Dadati – non è stato scelto a caso, ma è stato ispirato dalla struttura stessa dei locali che ospitano il caffè, simile al ventre di una balena con la sua struttura portante scandita da travi e pilastri in calcestruzzo a vista, simili alle costole del Leviatano. Da qui “Melville”, come Herman Melville, autore di “Moby Dick”.

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L’allestimento dei locali ha voluto “giocare” proprio su questa similitudine (lampare e reti da pesca, lanterne e mappe per la navigazione) e sulla volontà di creare un luogo elegante e luminoso, caldo e informale, persino un po’ bohemienne: il pavimento è in cemento, in tonalità grigio tortora; le scelte cromatiche privilegiano i toni del nero, del grigio e del caffè, toni neutri sui quali prevalgono i suddetti costoloni enfatizzati con il bianco puro; per gli arredi, si è pensato a oggetti vintage o comunque di recupero (un pianoforte scordato, una fisarmonica, tavolacci di legno e sedie recuperate dai rigattieri, cuscini etnici e stuoie, persino una mitica Olivetti Lettera 22; anche il vecchio bancone è stato trasformato smaltandolo di bianco e aggiungendo delle mensole e delle librerie in cartongesso, oltre a pochi ellementi in cristallo anch’esso bianco), oltre a un omaggio a Philippe Starck con le sue Master Chairs; alle pareti, mostre temporanee di fotografie o di dipinti, una galleria di ritratti di scrittori immortali – i gestori del locale offrono una cena a chi li riconosce tutti… – e infine una collezione di collage eseguiti dall’artista Marco Zavattarelli per il Dizionario biografico fantastico dei piacentini illustri. La sala per la lettura e per i concerti, inoltre, è caratterizzata da una seduta continua in cartongesso che enfatizza le grandi pareti curvilinee in vetrocemento, preesistenti, alla cui base sono stati collocati centinaia di libri, vinili storici, collezioni di vecchie riviste alternative (Cuore, Linus).

Un luogo, insomma, dove sia possibile sedersi per bere un caffè, una birra o un bicchiere di vino rosso, ma anche per sfogliare una rivista o un giornale, leggersi un buon libro, navigare con il wi-fi gratuito, scambiare due parole. Persino giocare a scopone scientifico o a briscola in cinque, come era tradizione nei vecchi bar di provincia: tradizione oggi purtroppo persa in molti paesi.